E chi se non Google può festeggiare i propri 18 anni in modo così spumoso e allegro?

Siamo abituati ai doodle di google, i loghi del motore di ricerca che si animano in occasione di eventi particolari o memorabili già da qualche anno, ma oggi il colosso americano dedica a se stesso la festa e il proprio logo è animato da palloncini che si muovono, si allungano, si gonfiano e sgonfiano in modo festoso e brioso celebrando 18 anni di attività sempre in crescendo.

Del resto il motore di ricerca americano, ormai radicato nella vita quotidiana di ogni navigatore del web, ha un primato che bisogna riconoscergli, quello di aver creato un “impero” economico e organizzativo degno dei migliori film di fantascienza, il tutto “celato” volutamente dietro una pagina web bianca con al centro uno spazio in cui scrivere e due tasti per la ricerca, ma basta per l’appunto digitare qualsiasi cosa in quello spazietto testuale per accedere istantaneamente a migliaia se non di più, di risultati scalettati in ordine di pertinenza e importanza. E seppur esistono strategie e tecniche per ottimizzare i propri contenuti web, google ha saputo specializzarsi nell’essere al servizio dell’utente e ad offrire una lista efficace di risultati per soddisfare ogni esigenza informativa.

Ma la domanda che molti si fanno è: cosa ci guadagna Google? Come è riuscita ad espandersi così capillarmente e ad realizzare un modello di azienda che veicola ogni giorno una mole inquietante di denaro?

Google doodle 18 anni

La risposta non è poi così scontata, ma è assolutamente reale. I meriti e l’efficienza di Google stanno tutti in:

  • Investimenti in ricerca e sviluppo
  • Selezione e assunzione dei migliori tecnici e specialisti del mondo
  • Erogazione di servizi pubblicitari (vera fonte reddituale del sistema)
  • Realizzazione di posti di lavoro che soddisfano le esigenze delle famiglie
  • Realizzazione, monitoraggio e sviluppo di importanti impianti tecnologici
  • Infrastrutture immense per la conservazione dei dati
  • Acquisizione e vendita di brevetti

e tanto, tanto altro che “nasconde” dietro un semplice loghetto animato e giocoso.

Tra l’altro un altra riflessione importante è da dedicare alla mole impressionante di dati che se pur vincolati dalle leggi sulla privacy, il colosso americano raccoglie quotidianamente da ogni procedura eseguita nelle sue pagine web da ogni navigatore web del mondo. Dati da cui emergono statistiche, ricerche di mercato e tanti altri studi che possono in ampio spettro anche percepire prima i movimenti dei mercati, interagendo così, attraverso le con il mercato stesso per produrne profitto, e perchè no, utilità per il mondo web.

Auguri, Google, per la tua maggiore età.

 

 

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francesco-megna

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