Per un sito internet, oggi è assolutamente rilevante la “remunerazione” per mezzo della pubblicità. Fino a pochi anni fa per siti che avevano un traffico medio andava bene anche il “fai da te” che ragionevolmente funzionava benino per mezzo sopratutto del pay per click e più nello specifico con affiliazioni ad Google ad-sense e suoi competitor più o meno vantaggiosi.

Oggi il gioco è cambiato, i siti che infatti riescono ad avere un traffico discreto preferiscono affidarsi ad agenzie o concessionarie pubblicitarie che in cambio di una quota di guadagno più o meno bassa riescono ad ottimizzare la remunerazione in base non più al sistema pay per click (quindi a pagare per ogni utente che clicca sul banner) ma realmente, e probabilmente in modo più “corretto”, sul numero di volte che una pubblicità viene visualizzata. L’unità di misura è l’ormai conosciuto RPM (cioè Revenue per mille pagine viste) o CPM (Revenue per mille impression).

Perchè affidarsi quindi ad una concessionaria adv invece di impelagarsi nel fai da te?

La risposta è quasi scontata ma non sempre recepita dai proprietari dei siti web o meglio definiti “publisher” o ancora “editori“. Una concessionaria pubblicitaria ha dei mezzi innovativi per “vendere” meglio le impression del sito web, essa infatti spesso ha accordi con diversi mediatori pubblicitari che a seconda della campagna offrono importi diversi, inoltre esistono metodi efficaci in grado di stabilire e mettere in atto una vera e propria “asta” in merito alla pubblicazione dei banner più redditizi.

Spesso le concessionarie eseguono anche dei controlli continui circa il rendimento di ogni banner posizionato, e interviene di conseguenza apportando quando necessario migliorie e/o variazioni anche al singolo posizionamento di un banner advertising.

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francesco-megna

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